
Portare via la mia roba è stato come strappar via le radici da Firenze. Buttar via oggetti e carte ormai senza alcun valore attuale ma sentirli gridare, brandelli di storia, da un fondo di un cassonetto è stato straziante. Avrei voluto fosse tutto costituito da bit, incorporei ed eterni, per poter portare tutto su un supporto meno fragile della mia memoria.
Eppure immagino sia giusto così; ciò che è stato ed è importante non sarà perduto e dopo questo ciò che emergerà sarà ancora più luminoso.